
I primi tentativi di produzione del coke risalgono agli ultimi anni del XVI secolo.
Allora la trasformazione del carbon fossile in coke avveniva in semplici carbonaie interrate basse e larghe, in cui si poteva utilizzare solo carbone in grossa pezzatura.
Nel XVIII secolo si cominciò ad utilizzare i forni a muffola, cioè a camere più piccole e in muratura, dove il raggiungimento di temperature più elevate permise di utilizzare carbone in pezzatura più piccola e meno agglomerante, nonché il recupero di alcuni sottoprodotti, quali catrame ed ammoniaca.
Alla fine del XIX secolo le batterie di forni a coke ebbero un ulteriore sviluppo, si iniziò a sfruttare l’eccedenza di gas derivato dalla distillazione, già parzialmente utilizzato per il riscaldamento delle muffole, nei focolai di caldaie per produrre vapore.
In seguito si trovò più redditizio utilizzare i gas in motori a scoppio per la produzione di energia, e da ultimo come gas illuminante.
Con l’avvento dell’energia elettrica, all’inizio del XX secolo, fu sperimentato per la prima volta il recupero dei gas di cokeria per il riscaldamento dei forni stessi.